RITARDATI PAGAMENTI – PUBBLICATO IL DECRETO LEGISLATIVO DI RECEPIMENTO

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È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 267 del 15 novembre 2012 il decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, recante “Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l'integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell'articolo 10, comma 1, della legge 11 novembre 2011, n. 180”. Con tale decreto viene significativamente modificata la disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali di cui al D.lgs 231/2002 che lasciava piena libertà contrattuale a tutte le parti in ordine alla pattuizione dei termini di pagamento e alle conseguenze del ritardo.

Le nuove regole - che si applicheranno alle transazioni commerciali aventi ad oggetto la fornitura di merci e la prestazione di servizi dietro corrispettivo concluse a partire dal 1 gennaio 2013 - variano a seconda che si tratti di rapporti tra PA e imprese ovvero di rapporti tra imprese.

Esse prevedono in particolare:

Contratti tra pubblica amministrazione e imprese:

- il termine di pagamento è, di regola, di 30 giorni;
- le parti possono pattuire, purché in modo espresso, un diverso termine di pagamento quando ciò sia giustificato dalla natura o dall'oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione: il termine non può in ogni caso superare 60 giorni;
- per gli enti che forniscono assistenza sanitaria (ASL, aziende ospedaliere e Policlinici) il termine ordinario di 30 giorni viene automaticamente elevato a 60;
- in caso di mancato pagamento entro i termini stabiliti, il debitore è tenuto a corrispondere interessi moratori (che decorrono senza che sia necessaria la costituzione in mora) su base giornaliera pari al tasso applicato dalla BCE alle più recenti operazioni di rifinanziamento maggiorato di 8 punti percentuali;
- eventuali procedure volte ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto non possono avere una durata superiore a 30 giorni dalla data di consegna della merce o di prestazione del servizio, salvo che sia diversamente concordato per iscritto dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore.

Contratti tra imprese:

- il termine di pagamento è di 30 giorni, se le parti non prevedono un diverso termine nel contratto;
- le parti possono concordare un termine superiore a 60 giorni, solo a condizione che tale termine sia pattuito espressamente e provato per iscritto e non sia gravemente iniquo per il creditore.
- in caso di mancato pagamento entro i termini stabiliti, il tasso degli interessi di mora può essere liberamente concordato tra le imprese purché non risulti gravemente iniquo per il creditore; in proposito il decreto prevede che una clausola che escluda l’applicazione degli interessi di mora è considerata iniqua e, di conseguenza, nulla. Anche in questo caso gli interessi decorrono senza che sia necessaria la costituzione in mora.

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